Le Parole dei Relatori

Intervista a Paolo Bodega, l’architetto che ha fatto parte del “design team” del Renzo Piano Building Workshop (RPBW) di Genova e a cui si deve la recente realizzazione delle Terme Sensoriali di Chianciano: un progetto estremamente sofisticato, ai vertici della complessità tecnologica, che ha coinvolto tutti i settori professionali, da architetti, a lighting designer, a sound designer, a programmatori elettronici.
Ne parlerà al Forum Il Nuovo Club Congress, illustrandone gli originali criteri progettuali e le soluzioni all’avanguardia adottate.
Architetto Bodega, lei stesso ha definito il nuovo complesso termale una “scatola magica”. Quali soluzioni progettuali assecondano il concetto di Terme sensoriali che la struttura intende esprimere?
Abbiamo fin dall’inizio voluto creare un team di lavoro “colto” che potesse esprimere concetti utili alla progettazione di un prodotto innovativo. Sin dai primi “brain storming” sono stati coinvolti esperti di medicina generale, cardiovascolare, naturopatia, fisiologia, scenografia e musicologia per costruire idee solide, basate sulla ricerca. L’idea si è poi trasformata nella scatola magica delle Nuove terme sensoriali, un involucro edilizio, vivo, immerso nel silenzio del parco con all’interno 30 attività. Le soluzioni progettuali si sono qui espresse trasformando il forte Concept in ambienti, spazi, scenari, che generano esperienze sensoriali.
Si attraversano infatti i 5 elementi, terra, acqua, fuoco, aria, etere, in un viaggio che coinvolge tutti i sensi attraverso un concetto esperienzale che a seconda delle caratteristiche del fruitore, può essere personalizzato per quanto riguarda il numero delle attività, la sequenza, il tempo di permanenza, con fini anche terapeutici.
La realizzazione si sviluppa su tre livelli, con contesti architettonici spaziali e percettivi diversi, dove la “possanza”, si confronta con la leggerezza e la trasparenza fino all’immaterialità, dove gli odori, i profumi, i colori, i suoni, creano un coinvolgimento emotivo unico.
La scatola magica si esprime inoltre anche per i contenuti, non visibili, nascosti: le attrezzature impiantistiche.
Sono state adottate soluzioni avanzatissime, legate ai concetti di sostenibilità energetica con ottime ricadute anche sugli aspetti gestionali.
L’impianto di climatizzazione utilizza al 70% energia solare, tramite una batteria di collettori solari posizionati in copertura. L’acqua riscaldata dal sole, viene immessa nelle superfici radianti, pavimenti, pareti e soffitti che climatizzano sia d’inverno che d’estate, mediante scambiatori, tutto il centro termale.
Sono stati utilizzate 1200 sorgenti luminose a Led RGB ad altissima efficienza e bassissimi consumi ed oltre 20 km di cavi elettrici.
Anche i materiali utilizzati sono ecocompatibili e tutti riciclabili e prelevati in loco.
Non è possibile pensare alla sensorialità senza la sostenibilità: è una questione di etica.
Un accenno all’acqua, senz’altro una delle protagoniste del progetto. Che importanza e ruolo riveste nel suo ambito?
L’acqua è un elemento naturale legato, come il sole, al concetto di vita. È fondamentale dal punto di vista evocativo, ma soprattutto come “materia da costruzione”. È materia viva, che si trasforma velocemente, da sorgente specchiante, luminosa, silente, pacata, ad elemento increspato, riverberante, massivo, vivace e rumoroso. È straordinario, duttile, e necessario. È lo specchio della vanità architettonica. È sempre presente nei nostri progetti, sia come puro elemento naturale, scenografico e vitale, sia come elemento ad uso energetico e soprattutto sensoriale.
Le Terme sensoriali si basano su alcuni principi della naturopatia. È stato difficile esprimerli in un complesso destinato ad accogliere un numero ampio di persone, con esigenze e problemi di natura diversa, e quindi dotato di strutture e attrezzature di vario genere?
L’innovazione è figlia della storia. L’evoluzione naturale del Concept, delle preesistenti sorgenti, del preesistente vecchio padiglione che ha accolto la “ scatola magica”, hanno generato in maniera naturale le modalità di utilizzo delle antiche fonti. Le fonti sono la materia, la risorsa termale: abbiamo quindi “celebrato” questo concetto, dedicando una scenografia particolare realizzata con travertino, luce, acustica.
Come è riuscito a conciliare il recupero di antiche fonti termali con un concetto architettonico così innovativo?
Il Concept delle terme Sensoriali è basato su principi fondati sull’uomo come entità complessa. Bisogna quindi lavorare sullo stimolo dei sensi, i terminali tra l’esperienza fisico-percettiva e quella mentale, bisogna lavorare sulla compressione dei benefici psico-fisici, che avviene in entità temporali estremamente brevi, 2, 3 ore (il tempo di permanenza nelle Terme), e la decompressione che deve garantire per il più lungo tempo possibile performance a favore dell’armonia globale del corpo.
Non si parla più di attenzione agli aspetti estetici, fisici, non bastano più le tradizionali “terapie” del wellness, bisogna lavorare su scenari allineati con l’immaginario sempre più sofisticato, al confine con il virtuale, l’onirico; è necessario lavorare su scenari percettivi profondi, sulle energie sottili che inquinano il nostro equilibrio psicofisico.
Per ottenere ciò sono necessarie contaminazioni trasversali, che spaziano dal sapere scientifico – legato alla fisica, alla chimica, all’acustica, alla medicina, alla neurologia – alla psicologia, fino alle antiche tradizioni culturali, sciamane… rituali, tradizioni di etnie occidentali ed orientali, indiane, cinesi, birmane, russe. Senza confini alla ricerca di nuovi emozionanti equilibri.
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